Convegni di Studio 2000 - 2007

 

Teologia delle religioni e liturgia - 2000

8 - 10 maggio 2000

TEOLOGIA DELLE RELIGIONI E LITURGIA

Nella riflessione teologica contemporanea sulla «teologia delle religioni» si è giunti impercettibilmente a uno squilibrio d'immediata rilevanza tra il piano della riflessione e il piano dell'effettuarsi storico-politico e culturale di tale riflessione. Questo squilibrio si evidenzia nella sovrapposizione sempre più pesante di un tema strettamente teologico com'è quello della salvezza del mondo in Cristo, principio che la chiesa cristiana non può mettere in dubbio pena la sua perdita d'identità, con un dato storico culturale che contesta di fatto tale principio. Oggi si assiste infatti alla non trasparenza di questa verità nel contesto contemporaneo, dove le religioni dimostrano una loro estraneità al pensiero teologico-cristiano e dove l'interculturalità e l'ibridazione dei popoli fa sperimentare situazioni nuove e credenze profonde e vere non legate affatto alla rivelazione cristiana. Pertanto la difficoltà che era già implicita nelle premesse teologiche di ieri tende oggi a diventare una contraddizione nel momento in cui le religioni, portate dai problemi culturali della globalizzazione, sono costrette in qualche modo a «patteggiare» le loro pretese di verità o ad estraniarsi dal contesto delle altre religioni.
In questa difficile situazione sembra che, se c'è una soluzione possibile, questa non possa più nascere da un apriori teologico come per decenni si è cercato di sostenere, ma stia piuttosto nel risvolto più immediato e culturalmente interattivo della teologia, che è dato dall'antropologia del rito. Nell'approfondimento del rito e rispettivamente della liturgia occorre infatti di necessità confrontarsi «interattivamente» con le rispettive culture.
A partire da questo disegno in cui si vorrebbe dare spazio a una teologia più impegnata nella prassi, il compito di «rivedere» la teologia delle religioni tramite una «teologia della ritualità» – lavoro a cui sono chiamati i relatori di questo Convegno – non costituisce un escamotage , ma piuttosto una «coerenza teologica pratica» richiesta dal rapporto sempre più vincolante tra teologie e culture. Perciò il Convegno di studi di Torreglia 2000 verterà sul rito in rapporto alla teologia delle religioni. È il rito, infatti, che incrocia in maniera più autentica la cultura e l'esperienza religiosa, e dunque è a partire dal rito che occorre affrontare quel nodo irrisolto e apparentemente irrisolvibile dato dal rapporto religione/religioni sullo sfondo di religione/cultura. Ciò, se non risolve i problemi, permette almeno di mettersi in una situazione ottimale per vedere le incongruenze e le debolezze della riflessione speculativa.
Sullo sfondo di queste considerazioni vanno inserite le tematiche che qui di seguito presentiamo con i rispettivi relatori.

PROGRAMMA

LUNEDÌ 8 MAGGIO

Ore 10.30:
Saluti e presentazione del Convegno (A. CATELLA, Preside dell'Istituto di Liturgia Pastorale).
Teologia fondamentale e teologia delle religioni (G. LORIZIO, della Pontificia Università Lateranense).

Ore 15.30:
Mediazione tra cristianesimo e le altre religioni a partire dal rito (A. GRILLO, del Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma).

MARTEDÌ 9 MAGGIO

Ore 09.00:
Autoreferenzialità delle religioni e tendenza alla universalità dell'esperienza religiosa tramite la ritualità (J . DUPUIS, della Pontificia Università Gregoriana).
Il cristianesimo nel contesto delle altre religioni. Questioni religiose e politiche (P. ANTES, dell'Università di Hannover).

Ore 15.30:
Gruppi di studio.

MERCOLEDÌ 10 MAGGIO

Ore 09.00:
I riti sciamanici e la loro componente universalisti ca nel contesto delle religioni (M. RAVERI, dell'Università di Venezia).
Tavola rotonda
Presiede Mons. Luigi SARTORI, partecipano i Relatori e i Professori G. BONACCORSO, A.N. TERRIN, S. UBBIALI.

La liturgia del XX secolo: un bilancio - 2001

7 - 9 maggio 2001

LA LITURGIA NEL XX SECOLO: UN BILANCIO

La scadenza di un secolo, anzi di un millennio, pur nella artificiosità del passaggio, comporta inevitabilmente una valenza simbolica forte che induce a riflessioni e bilanci.
È all'interno di questa suggestione che l'ILP ha voluto quest'anno ripercorrere le tappe del Movimento Liturgico, da cui nasce e in cui s'innesta la stagione stessa della sua ricerca scientifica, culturale e pastorale.
Fin dai primi approcci alla ricerca, nella Prolusione e nei Simposi tenuti durante l'anno, il Movimento Liturgico si è rivelato fenomeno complesso e articolato, sensibile a istanze culturali, sociali, spirituali e teologiche varie e a volte anche contraddittorie.
Comprendere e ripercorrere le diverse anime del Movimento Liturgico, il suo configurarsi e mutare, come risposta o come appello, durante un secolo – quello appena trascorso – fra i più complessi e travagliati, appare sempre più essere momento imprescindibile per la riflessione odierna sulla liturgia e per il suo aprirsi verso nuove prospettive.

PROGRAMMA

LUNEDÌ 7 MAGGIO

Ore 10.30:
Saluti e presentazione del Convegno ( G. Bonaccorso, Preside dell'Istituto di Liturgia Pastorale).
La liturgia e il contesto culturale del Novecento (D. Menozzi, Università di Firenze).

Ore 15.30:
Storiografia liturgica e riforma liturgica nel XX secolo (A.M. Calapaj, Istituto di Liturgia Pastorale).
Il background culturale ispiratore della liturgia: Troeltsch e Simmel (Comunicazione di R. Marchisio, Facoltà di Sociologia di Milano).

MARTEDÌ 8 MAGGIO

Ore 09.00:
La rilevanza della Sacra Scrittura nel Movimento Liturgico (R. De Zan, Pontificio Ateneo S. Anselmo).
L'influsso di O. Casel sulla teologia sacramentaria (S. Ubbiali, Facoltà Teologica dell'Italia settentrionale).

Ore 15.30:
Il Movimento Liturgico nella «Rivista liturgica» (Comunicazione di F.G.B. Trolese, Istituto di Liturgia Pastorale).
Gruppi di studio.

MERCOLEDÌ 9 MAGGIO

Ore 09.00:
La liturgia e il metodo teologico nel Movimento Liturgico (A. Grillo, Pontificio Ateneo S. Anselmo).
Tavola rotonda conclusiva.

Ecologia e liturgia - 2002

6 – 8 maggio 2002

Ecologia e Liturgia

Il titolo di questo Simposio può apparire ‘eccentrico' o semplicemente alla moda, in realtà - se ben calibrato - veicola uno dei significati più importanti che si possa attribuire alla liturgia nell'ambito della sua espressione antropologico-religiosa e cristiana. Uno degli aspetti fondamentali del rito e della liturgia sta nel mediare l'organizzazione dell'esperienza che facciamo al mondo attraverso alcuni grandi riferimenti simbolici fatti valere come azioni, come gestualità, come stilizzazione dei nostri stessi comportamenti. Questo carico semantico-antropologico di esperienzialità organizzata e organizzabile si trova supremamente espresso, per un verso, nel suo ambito liturgico là dove emerge la consostanzialità tra l'organizzazione del mondo e la nostra stessa esperienza di fede, dove il Cristo salvatore è l'alfa e l'omega del senso liturgico e dunque l'apice di convergenza della realtà, per altro verso, si trova realizzata nella nostra attuale concezione dell'Umwelt (ambiente) vista come chiusura operazionale del senso in rapporto alla realtà.
Non è un caso infatti che la realtà intera che ci circonda viene intesa oggi in una nuova ‘complessità', in un contesto ‘inter-comunicativo' e ‘relazionale', che non fa riferimento a questo o a quello ma alla stessa autopoiesi del senso. Proprio su questo sfondo su cui si collocano al presente le scienze stesse più avvertite, oltre che il mondo della vita e tutto il nostro essere al mondo, ha bisogno di inserirsi la visione religiosa e cristiana ritrovando il senso dell ‘holy' come ‘whole' , del sacro come intero, in un quadro più ampio e più possibilista rispetto al passato.
Le grandi tesi che verranno anticipate e discusse saranno dunque quelle che riguardano essenzialmente la nuova epistemologia ‘debordante' rispetto a tutti gli schemi oggettivistici, analitici, monodirezionali della nostra epistemologia classica, con i problemi emergenti dopo la crisi della scienza tecnica.
Il dibattere a livello antropologico, biblico, neuro-fisiologico, socio-culturale e teologico-liturgico questa visione ‘ecologico-olistica' che si sta imponendo ai nostri giorni ci permette di giocare una carta nuova: riconoscere l'intero ‘campo relazionale' in cui si esprime la nostra vita potendo vedere il rito e la liturgia come un momento di ricapitolazione quasi inconscia di quei processi di autoorganizzazione in cui il senso religioso e cristiano raccoglie a livello estetico-rituale il tutto dell'esperienza che facciamo al mondo.

PROGRAMMA

LUNEDI 6 MAGGIO

ORE 10.30 Saluti e presentazione del Convegno (G. BONACCORSO, Preside ILP)
Ecologia a livello estetico-religioso. L'Oriente insegna (Relazione di G. G. PASQUALOTTO, dell'Università di Padova).
ORE 15.30 Sistemi socio-culturali e squilibri omeostatici a sfondo religioso: i fondamentalismi (Relazione di E. PACE, dell'Università di Padova).
Per una ecologia della mente: riduzionismo, antiriduzionismo, spiritualità (Relazione di E. GIUS, dell'Università di Padova).

MARTEDI 7 MAGGIO

ORE 09.00 Ecologia e Teologia. Presupposti per una convergenza (Relazione di G. L. BRENA, del Collegio Aloysianum di Padova).
La natura nella visione spirituale dei padri della Chiesa d'Oriente (Relazione di P. BETTIOLO, dell'Università di Padova).
Natura e rito: il fenomeno delle streghe nel ‘500 (Comunicazione di S. MALAVASI, dell'Università di Padova).
ORE 15.30 Aspetti ecologici del linguaggio e del simbolismo liturgico (Relazione di L. GIRARDI, dell'ILP).
Gruppi di studio.

MERCOLEDI 8 MAGGIO

ORE 09.00 Tensioni ecologiche dell'esperienza rituale liturgica: la qualità della vita (Relazione di R. TAGLIAFERRI, dell'ILP).
ORE 11.00 Tavola Rotonda conclusiva.

L'assemblea liturgica tra teologia e prassi -2003

5 - 7 maggio 2003

  L'assemblea liturgica tra teologia e prassi

Che cosa è, oggi, l'assemblea liturgica? In che senso e con quali modalità se ne può parlare?
L'importanza che essa ha assunto nel Movimento Liturgico è andata aumentando negli anni precedenti al Vaticano II, e soprattutto nell'attuazione della riforma liturgica. Allo stesso tempo però il termine «assemblea» risulta difficile e problematico, usato spesso in senso puramente sociologico, a volte sinonimo di «gruppo» o di «riunione», caricato di valenze teologiche tali da renderlo quasi un con-cetto astratto, lontano dalla prassi pastorale cui pure è fortemente correlato.
A più di cinquant'anni dal famoso articolo del Mar-timort che per primo ha enucleato e precisato le caratteristiche dell'assemblea liturgica, l'Istituto di Liturgia Pastorale intende rivisitare l'argomento secondo la metodologia che gli è propria. Dopo la Prolusione , di inquadramento generale (A. Caprioli), e i due Simposi di riferimento biblico (R. De Zan) e storico (A.M. Calapaj), la «Tre giorni» ripercorrerà il tema a partire da un'analisi sociologica (I. De Sandre), teoretico-fenomenologica (A.N. Terrin, S. Maggiani, B. Cescon), ecclesiologica (G. Cavagnoli, C. Militello), per tentare infine una rinnovata sintesi teologica (A. Grillo).
La Tavola rotonda conclusiva vuole rilanciare e in qualche modo tenere aperto il problema attraverso le riflessioni di alcuni studiosi che, diversi per esperienze e incarichi istituzionali, potranno reagire a quanto ascoltato nelle Giornate di studio allargando il panorama della ricerca.

PROGRAMMA

LUNEDI 5 MAGGIO

Ore 08.00 Arrivi, accoglienza, sistemazione.
Ore 10.30 Saluti e presentazione del Convegno (G. Bonaccorso, Preside dell'Istituto di Liturgia Pastorale)
Un'analisi sociologica dei modelli culturali legati al fenomeno assembleare (I. De Sandre, Università di Padova).
Ore 15.30 Il rito e la dimensione comunitaria a livello cognitivista e a livello fenomenologico ( A.N. Terrin , Istituto di Liturgia Pastorale)
Dibattito – Intervallo
Comunità e persona nelle celebrazioni di massa e nelle grandi assemblee liturgiche ( S. Mag-giani , Preside della Pontificia Facoltà Teologica «Marianum» - Roma).

MARTEDI 6 MAGGIO

Ore 09.00 Democrazia e partecipazione nell'assemblea liturgica (B. Cescon, Istituto di Liturgia Pastorale)
Dibattito – Intervallo
Il modo di intendere la Chiesa nell'ottica dell'assemblea liturgica (G. Cavagnoli, Istituto di Liturgia Pastorale).
Ore 15.30 L'assemblea liturgica gerarchicamente ordinata: soggetto della celebrazione (C. Militello , Presidente della S.I.R.T.)
Dibattito - Gruppi di studio.

MERCOLEDI 7 MAGGIO

Ore 09.00 Comunità dal rito: una teologia dell'assemblea liturgica (A. Grillo, Pontificio Ateneo S. Anselmo - Roma)
Dibattito – Intervallo
Ore 11.00 Tavola rotonda con la partecipazione di:
G. Busani, Direttore dell'Ufficio Liturgico Nazionale CEI
J.J. Flores Arcas, Preside della Facoltà di S. Liturgia del Pontificio Ateneo S. Anselmo - Roma
J. Gonzáles Padrós, Istituto Superiore di Liturgia - Barcellona
S. Ubbiali, Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale - Milano.
Conclusioni

Liturgia ed estetica -2004

3 - 5 maggio 2004

Liturgia ed Estetica

«I riti, più di ogni altro tipo di pratica, servono a sottolineare l'errore di voler includere in concetti una logica fatta per dispensare dai concetti» (P. Bourdieu). Questa idea dell'antropologo francese ci serve per introdurre il nostro convegno di studio dedicato a Liturgia ed estetica . Potremmo dire che l'estetica sostituisce la logica nel rito e dunque non è qualcosa di esterno e di sopraggiunto alla liturgia, non si pone a livello di sfondo o di coreografia, ma fa parte integrante della liturgia: è un momento cooriginario della performance rituale stessa, se è vero che il rito è una «metafora estesa, in cui si creano signifi canti che non vengono mai saturati dai rispettivi significati».
Su questo intreccio profondo di liturgia e visione estetica vogliamo cogliere l'essenza del rito e della liturgia anzitutto attraverso la sua forza intrinseca a livello poetico e profetico: le metafore sono infatti numerose nella liturgia, anche se a volte, a livello socio-linguistico, appaiono estranee al mondo contemporaneo e a volte sembrano metafore spente, quasi metafore morte. Al senso autentico della vera poesia in liturgia ci richiamerà la poetessa A. Merini con il fascino delle sue poesie.
Ma la liturgia vive anche di un «contesto artistico» che riguarda lo spazio sacro, in quanto essa ci deve introdurre in un vero momento «avvolgente e coinvolgente» a livello artistico. A questo scopo abbiamo riservato alcuni spunti di particolare rilievo a ciò che riguarda «la luce» dei luoghi di culto (F. Corradini) e soprattutto poi alla «nuova architettura» da riservare all'eventuale costruzione di chiese, con l'insigne architetto M. Botta.
Per la sensibilità estetica di oggi, e per un proficuo dialogo con il rito e la liturgia, abbiamo interpellato poi altri studiosi: il filosofo S. Zecchi e l'antropologo A.N. Terrin. Infine per il dialogo tra scienza liturgica ed estetica ci siamo affidati in chiave più teologica al liturgista R. Tagliaferri e al teologo S. Ubbiali.
Riteniamo che il convegno, così strutturato, sarà affascinante non soltanto per alcuni nomi prestigiosi che sono invitati a parlare, ma anche perché la liturgia ha bisogno urgente di nuovi slanci che possono venire soprattutto dal carattere seducente di dinamiche estetiche, come il mondo di oggi si aspetta.

PROGRAMMA

LUNEDI 3 MAGGIO

Ore 08.00 Arrivi, accoglienza, sistemazione.
Ore 10.30 Saluti e presentazione del Convegno (G. Bonaccorso, Preside dell'Istituto di Liturgia Pastorale, Padova)
Ore 10.45 Esperienza liturgica: fra poesia e profezia (Intervista alla poetessa A. Merini e commento di M. Campedelli, Istituto di Liturgia Pastorale, Padova)
Ore 15.30 Le vetrate: una luce dall'alto (F. Corradini, artista)
Dibattito – Intervallo
Ore 17.00 Architettura, modernità e costruzione di nuove chiese (M. Botta, architetto progettista del nuovo Teatro della Scala di Milano).

MARTEDI 4 MAGGIO

Ore 10.00 Estetica post-modernità e sacro (S. Zecchi, Università statale di Milano)
Dibattito – Intervallo
Ore 11.30 Postmoderno, estetica e ritualità (A.N. Terrin, Istituto di Liturgia Pastorale, Padova).
Ore 15.30 Arte moderna e liturgia. Somiglianze e dissonanze. (R. Tagliaferri, Istituto di Liturgia Pastorale, Padova)
Consiglio Accademico II - Gruppi di studio.

MERCOLEDI 5 MAGGIO

Ore 09.00 Teologia, liturgia, arte (S. Ubbiali, Facoltà teologica dell'Italia Settentrionale, Milano)
Dibattito – Intervallo
Ore 11.00 Tavola rotonda e conclusioni

Riti religiosi e riti secolari - 2005

2 - 4 maggio 2005

Riti religiosi e riti secolari

Il Convegno organizzato dall'Istituto di Liturgia Pastorale quest'anno a Torreglia (PD) sarà uno dei più importanti per i risvolti sociologici e pastorali che si metteranno a fuoco a partire dalla riflessione sulla liturgia e dalla sua difficile collocazione oggi. La domanda di fondo infatti sul rapporto tra riti religiosi e riti secolari - tema oggetto di studio - si traduce direttamente in una domanda attuale e urgente rivolta alle dinamiche rituali presenti nella nostra cultura che contempla slittamenti sempre più preoccupanti dei riti religiosi e liturgici verso ritualità secolari e autonome.
Che cosa sta succedendo nella nostra cultura? I riti si allontanano dall'ambito della Chiesa e non dicono più nulla in rapporto alla religione e alla vita cristiana. Essi si vanno configurando in uno spazio autonomo e a sé stante dal quale resta esclusa la religione e in cui la liturgia cristiana non ha più alcuna possibilità di fare da paradigma e da modello unico. Si tratta soltanto di un processo ulteriore di secolarizzazione o si tratta piuttosto di un problema più profondo per cui è necessario rivedere il senso di una “teoria rituale” che prima era forse troppo ingenua nelle mani dei liturgisti e degli uomini di Chiesa?
Al di là di ogni soluzione possibile, sembra che la categoria “rituale” in quanto comportamento “stilizzato e comunicativo” sia ancora oggi il vero collant possibile tra esperienze religiose ed esperienze autonome e che lo spazio della comunicazione religiosa abbia la possibilità di allargarsi a riti secolari senza perdere la sua identità. Tutto ciò non per creare nuovi monopoli, ma per comprendere dall'interno una realtà che non è estranea al religioso, ma è convergente almeno per il “meta-comunicativo” che comporta.

PROGRAMMA

LUNEDI 2 MAGGIO

Ore 08.00 Arrivi, accoglienza, sistemazione.
Ore 10.30 Saluti e presentazione del Convegno (G. Bonaccorso, Preside dell'Istituto di Liturgia Pastorale, Padova).
Ore 10.45 Per una fenomenologia del rito. Riti religiosi e riti secolari (A.N. Terrin, Istituto di Liturgia Pastorale, Padova) – Dibattito.
Ore 15.30 Secolarizzazione e ritualità: si può parlare di “riti secolari”? (D. Hervieu-Léger, Président de l'École des Hautes Études en Sciences Sociales, Parigi).
Ore 16.30 Dibattito – Intervallo.
Ore 17.00 Alcuni riti degli adolescenti, oggi. Tra religioso e secolare (M. Gallizioli, Istituto Superiore di Scienze Religiose, Urbino).

MARTEDI 3 MAGGIO

Ore 09.00 I riti nella costruzione sociale dell'identità tra religioso e secolare (I. De Sandre, Università degli Studi, Padova).
Dibattito – Intervallo.
Ore 11.00 Ritualità extra liturgiche nei sacramenti cristiani (L. Girardi, Istituto di Liturgia Pastorale, Padova).
Ore 15.30 Celebrazione liturgica: Cristo senza riti? (R. Tagliaferri, Istituto di Liturgia Pastorale, Padova).
Dibattito – Intervallo.
Ore 17.00 Gruppi di studio - Consiglio Accademico II.

MERCOLEDI 4 MAGGIO

Ore 09.00 Liturgia e istituzione ecclesiale. Tra carisma e potere (S. Ubbiali, Facoltà teologica dell'Italia Settentrionale, Milano).
Dibattito – Intervallo.
Ore 11.00 Tavola rotonda e conclusioni.

Liturgia e Inculturazione - 2006

8 - 10 maggio 2006

Liturgia e inculturazione

“Liturgia e inculturazione” è un argomento che va oltre le solite tematiche della liturgia all'interno della Chiesa e vuole creare le premesse per un nuovo orizzonte dialogico con le varie culture che vivono entro la visione cristiana e cattolica. Nella situazione attuale si notano infatti squilibri che sfuggono ad ogni analisi sociologica. Da una parte, ci sono rapporti difficili tra i popoli e le relative culture. Queste tendono inevitabilmente verso la globalizzazione, ma difendono in maniera nuova la propria identità storico-culturale, dall'altra, per varie ragioni odiano l'Occidente. E all'interno di questa insofferenza crescente nei confronti dell'Occidente vi è un difficile rapporto anche con il Cristianesimo, per cui si ritiene - a ragione o a torto - che il mondo cristiano si sia fatto portabandiera dell'Occidente. Si accusa il Cristianesimo di essere parte integrante dell'Occidente e di non essere in grado di portare davvero a quell' “universalismo” che è racchiuso nella stessa parola “cattolico” di cui la visione cristiana va fiera. Ma è proprio così?
È un interrogativo che deve animare la nostra riflessione spaziando attraverso i grandi temi dell'“acculturazione” e dell'“inculturazione” e riproponendo in modo efficace il valore di un Cristianesimo “incarnato” nelle culture dei popoli.
Nessuno può negare che la liturgia non sia uno dei punti più strategici dell''inculturazione. Essa infatti ha un ruolo fondamentale come “sistema simbolico- rituale” entro il mondo culturale. È dunque a questo livello che si misura il vero dialogo tra la fede cristiana e le varie culture.
I contributi del Convegno perciò saranno interessantissimi. Dopo lo studio già precedente dell'“inculturazione” dal punto di vista “biblico”, “patristico” e nel contesto del “mondo medioevale”, ci si dovrà confrontare ora con i temi più importanti e anche più difficili dell'attuale rapporto tra Cristianesimo e culture e in modo particolare tra “liturgia cristiana e la sua incarnazione nelle culure”. In particolare si metterà, dunque, a fuoco i problemi esistenti tra mondo e cultura occidentale e poi si punterà l'attenzione sul rapporto tra “liturgie” e “culture africane”.
È qui che occorre misurare il polso della Chiesa e la sua capacità di entrare in un vero dialogo con le culture non occidentali offrendo la possibilità di “tradurre” il messaggio evangelico in forme nuove e diverse, sempre rimanendo sotto l'azione dello Spirito, in modo che si rinnovi il miracolo della Pentecoste.
Ci auguriamo che il Convegno veda una larga partecipazione di teologi e liturgisti in cui si possa dibattere con efficacia i problemi dell'inculturazione, che diventano l'ago della bilancia della vera “missionarietà in loco ” della Chiesa.

PROGRAMMA

LUNEDI 8 MAGGIO

Ore 08.00 Arrivi, accoglienza, sistemazione.
Ore 10.30 Saluti e presentazione del Convegno (G. Bonaccorso).
Ore 10.45 Cultura, acculturazione e inculturazione. Problemi tra Cristianesimo e culture (A.N. Terrin).
Dibattito.
Ore 15.30 Fede e cultura nella nostra società. Tre esemplificazioni (R. Zanchetta).
Ore 16.30 Dibattito – Intervallo.
Ore 17.00 Inculturazione cristiana del matrimonio presso gli Abouré della Costa d'Avorio (R. Tagliaferri).

MARTEDI 9 MAGGIO

Ore 09.00 Inculturazione cristiana e riti di iniziazione nel Togo (G. Bonaccorso).
Dibattito – Intervallo.
Ore 11.00 Inculturazione cristiana della realtà multietnica delle isole Mauritius (A. Grillo).
Ore 15.30 Possibilità d'inculturazione del Cristianesimo in India (G. Padinjattukara).
Dibattito – Intervallo.
Ore 17.00 Gruppi di studio - Consiglio Accademico II.

MERCOLEDI 10 MAGGIO

Ore 09.00 Celebrazione dell'Eucaristia nel contesto africano. Problemi pastorali (G. Yamb – J.M. Kavovo).
Dibattito – Intervallo.
Ore 11.00 Tavola rotonda e conclusioni.

Liturgia e Immagine - 2007

7 - 9 maggio 2007

Liturgia e immagine

Sappiamo che i modi della presenza e vicinanza di Dio sono molteplici. Egli può rendersi presente attraverso la rivelazione e la sua Parola, attraverso la ragione e la metafisica, attraverso gli eventi personali della vita, attraverso la preghiera, attraverso l’esperienza cultuale e liturgica. Ma ciò che appare fondamentale sta nell’osservare che ciascuno di questi modi di presenza è mediato immancabilmente dal “mondo delle immagini”. Si può dire che ogni esperienza di Dio passa attraverso le immagini in quanto noi siamo anzitutto fatti di corpo, abbiamo una sensibilità, abbiamo la vista, l’udito, il tatto, l’odorato. La stessa conoscenza razionale è segretamente abitata dal mondo delle immagini al punto che molti studiosi e cognitivisti ritengono oggi che noi “pensiamo sempre e soltanto attraverso immagini”. Del resto, le cose che facciamo con il nostro corpo e con i sensi hanno un diretto impatto sullo stato della nostra coscienza. Corpo e mente non sono entità separate, ma sono in una reciproca interazione. Allo stesso modo la fede se si mostra in ciò che “si dice”, si mostra ancor di più in ciò che “si fa”.
Il nostro Istituto, che si è dato come compito precipuo lo studio del modo in cui il rito e la liturgia agiscono sulle nostre percezioni sensibili e sulle nostre cognizioni religiose e ha dato grande valore al corpo e con esso ai codici verbali e non verbali, mettendo in particolare risalto il valore dei suoni, dei colori, delle luci, della gestualità, non poteva trascurare uno degli aspetti più importanti e necessari dell’itinerarium mentis in Deum. E dunque non poteva non confrontarsi nello studio del rito e della liturgia con il “mondo delle immagini”, mondo che è connaturale al corpo e ai sensi. Il Simposio di quest’anno è perciò in armonia con i grandi temi liturgici.

PROGRAMMA

LUNEDI 7 MAGGIO

Ore 08.00 Arrivi, accoglienza, sistemazione.
Saluti e presentazione del convegno (GIORGIO. BONACCORSO, Preside dell’Istituto di Liturgia Pastorale, Padova).
Ore 10.45 “Religione visibile”. Pensiamo per immagini o per proposizioni? Il contributo delle immagini alla liturgia, (ALDO NATALE TERRIN, Istituto di Liturgia Pastorale, Padova).
Dibattito.
Ore 15.30 Contesto dei mass-media. Immagine rituale infranta, (GIORGIO BONACCORSO, Preside Istituto di Liturgia Pastorale, Padova).
Dibattito - Intervallo.
Ore 17.00 Immagini, presenza e sacramento lungo la storia. Un’approccio storico-fenomenologico, (ROBERTO TAGLIAFERRI, Istituto di Liturgia Pastorale, Padova).
Dibattito.

MARTEDI 8 MAGGIO

Ore 09.00 Il rapporto testo-immagine nei manoscritti liturgici dal Medioevo al Rinascimento. Padova: un caso esemplare, (GIORDANA MARIANI CANOVA, Università degli Studi, Padova).
Dibattito - Intervallo.
Ore 11.00 Le storie di Maria nella cappella Scrovegni di Padova, (CHIARA FRUGONI, Medievista).
Dibattito. Ore 15.30 L’immagine sacra nella riforma liturgica, (TITO FERDINANDO AMODEI, scultore, pittore, incisore).
Dibattito - Intervallo.
Ore 17.00 Consiglio Accademico II / Gruppi di studio

MERCOLEDI 9 MAGGIO

Ore 09.00 Celebrare con le immagini: L’ esperienza liturgica delle icone, (ADALBERTO PIOVANO, Istituto di Liturgia Pastorale, Padova).
Dibattito - Intervallo.
Ore 11.00 Tavola rotonda e conclusioni.