Convegno residenziale Torreglia 6-8 maggio 2019

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Parlare di competenza rituale per celebrare forse è un azzardo, in quanto si suppone che la comunità possa “gestire”
il rito, quando invece è il rito a “gestire” la comunità. Si rischia di ricadere in un approccio razionalistico, sottraendo alla pragmatica il suo vantaggio esperienziale.
Risulta in ogni modo quasi impossibile predeterminare l’alchimia delle varie componenti del rito. Soprattutto è fuorviante la pretesa di controllare le reazioni dei fedeli o di predeterminare gli obiettivi del rito. Esso genera una realtà di cui non si possono prefigurarne gli esiti, perché è legato alle sue regole costitutive.
Tuttavia è opportuno parlare di messa in scena, prendendo in prestito la procedura dal teatro, perché il rito gestisce la comunità attraverso le azioni con cui essa stessa lo mette in opera. È allora evidente l’esigenza di una competenza da parte di coloro che lo eseguono, competenza che consiste nel rispettare le regole fondamentali del rito stesso.