Programma biennale
L'Istituto di Liturgia Pastorale si propone di formare gli alunni alla comprensione scientifica del mistero di Cristo celebrato dalla chiesa, per condurli alla scoperta della chiesa celebrante che, soprattutto nella liturgia, vive e manifesta la propria natura e missione. Da questa comprensione e scoperta deriverà negli alunni la capacità di promuovere e progettare con illuminato senso critico e metodo scientifico la liturgia nel quadro dell'azione pastorale della chiesa locale.
Il cammino di questo studio:
- inizia dalla comprensione che, alla luce della Bibbia e della tradizione, la chiesa stessa ha della propria liturgia (Parte Prima);
- quindi questa comprensione viene approfondita rapportandola sia alle dimensioni antropologiche espresse nell'esperienza religioso-rituale dell'uomo sia alle caratteristiche specifiche del credente nella chiesa (Parte Seconda);
- in tal modo vengono delineati metodo e capitoli specifici della liturgia della chiesa, coerentemente con lo spirito del concilio Vaticano II e della riforma liturgica (Parte Terza);
- temi monografici porteranno all'analisi delle costanti della celebrazione liturgica e degli aspetti più propriamente pastorali di essa (Parte Quarta).
Il programma globale del biennio si articola attorno a due criteri di fondo:
- l'analisi scientifica del dato liturgico studiato nelle prospettive storica e teologica;
- la verifica delle condizioni culturali ed ecclesiali dentro cui esso oggi si pone.
In questo senso la dimensione pastorale, che qualifica l'orientamento dell'ILP, si esprime contemporaneamente sia nell'analisi della problematica delle celebrazioni liturgiche attuali nelle chiese, sia nella conoscenza delle coordinate culturali e delle scelte pastorali specifiche della chiesa.
Parte Prima
Introduzione allo studio della liturgia
La finalità di questa prima parte è costituita dalla precisazione dell'oggetto e del metodo della liturgia come scienza teologica.
Articolazione dei contenuti. La ricerca si articola in tre aree: biblica, storica e teologica.
- La ricerca biblica coglie la connessione tra esperienza di fede ed espressione cultuale (i grandi modelli della relazione tra Dio e il suo popolo), ricerca come Gesù di Nazareth abbia iniziato (istituito) i nuovi incontri tra Dio e l'uomo attraverso i sacramenti e accosta i testi liturgici presenti nel testo biblico.
- L'analisi storica :
- verifica per quali influssi e alla luce di quali criteri vadano evolvendosi le forme rituali cristiane, ricercando quale comprensione del senso e dei compiti della liturgia emerga dalla prassi liturgica delle diverse epoche;
- introduce alla comprensione iniziale degli elementi strutturali e delle leggi vitali della liturgia;
- evidenzia la specificità della «situazione liturgica» nella complessiva prassi ecclesiale e il suo modo di rapportarsi ad altre funzioni ecclesiali.
Vi concorre la conoscenza delle fonti liturgiche, accostate con corretto metodo filologico, ma soprattutto con lo sforzo di evidenziare il sottostante progetto celebrativo e quelle «equivalenze dinamiche» che l'eucologia contiene, per riesprimere in altro linguaggio lo stesso contenuto.
- La sintesi teologica indaga sistematicamente sugli elementi forniti dalle due precedenti ricerche, vale a dire sulle costanti del celebrare cristiano che la Bibbia e la tradizione disvelano e illuminano.
I nuclei della ricerca sono:
- la natura storico-salvifica della rivelazione;
- l'esigenza della mediazione simbolica;
- la celebrazione, momento sacramentale/simbolico della storia della salvezza;
- l'assemblea soggetto integrale della celebrazione;
- parola-rito, ascolto-risposta, struttura e leggi della celebrazione.
Il metodo è caratterizzato da intento ermeneutico ed introduttorio. Viene privilegiato il richiamo costante alle fonti (bibliche-storiche-liturgiche) per una lettura oggettiva del come e del perché la chiesa abbia vissuto, viva e progetti l'esperienza del celebrare.
- Bibbia e liturgia
- Esperienza di fede ed espressione cultuale nella comunità vetero e neotestamentaria
- Frammenti liturgici della chiesa primitiva nel testo biblico
- La liturgia lungo la storia: rapporto con le culture e fedeltà alla parola
- Introduzione generale alla liturgia
- La liturgia nel suo aspetto teologico
- Accostamento alle testimonianze della prassi liturgica
- Fonti documentarie della liturgia latina
- Criteri per una ermeneutica dei testi liturgici
Parte Seconda
Elementi per una interpretazione del fatto cultuale in genere e di quello liturgico-cristiano in particolare
Lo specifico di questo ambito è lo studio dell'azione rituale in quanto celebrazione della chiesa. Concretamente ci si pone nella prospettiva della chiesa che celebra, non della chiesa che crede, o della chiesa che vive. Si guarda alla celebrazione nella sua interpretazione, o meglio nella sua attualizzazione, e si riconosce in questa un duplice momento: quello antropologico, che dice le condizioni di fondo del celebrare; quello teologico, che dice come avviene la contestualizzazione del celebrare.
Questa contestualizzazione di per sé dovrebbe avvenire attraverso: la recezione delle sfide provenienti dalla realtà socio-culturale; le risposte adeguate alle situazioni poste in atto dal soggetto chiesa.
a) Esperienza religiosa dell'uomo e dimensione rituale
Le scienze umane nell'ambito del corso di specializzazione in liturgia hanno come oggetto la ritualità in quanto fatto comunicativo. Il metodo è quello specifico di ogni disciplina. L'ambito di applicazione non è, però, il fatto religioso generico, ma il fatto rituale e specificatamente quello cristiano.
La giustificazione delle scienze umane nell'ambito dell'ILP sta nella loro capacità di illuminare le condizioni antropologiche del soggetto che celebra e che interpreta il fatto rituale, valorizzando la dimensione umana anche della liturgia cristiana.
In particolare:
- la fenomenologia della religione interroga dal punto di vista dell'esperienza religiosa l'azione rituale nel suo momento simbolico, trascendentale ed ermeneutico;
- la psicologia della religione si esercita nella comprensione delle strutture e dinamiche psichiche presenti nell'atto celebrativo cristiano, nei due poli di personalità e simbolizzazione rituale, di personalità e azione, di uomo e religione, di bisogni e alterità;
- lo studio del contesto sociologico e culturale presenta le difficoltà per recuperare il mondo simbolico-religioso, le trasgressioni che avvengono oggi e le distorsioni del linguaggio che sono all'origine di una ritualità «ammalata»;
- la pedagogia della religione traduce i risultati delle scienze umane in principi operativi in ordine a situazioni concrete.
b) Il ministero della chiesa per il mondo
Il «raccogliere le sfide» rimane all'interno dell'area delle scienze umane. L'area delle risposte può esprimersi con un doppio contributo: l'attenzione alle scelte pastorali della chiesa nella loro globalità (cogliendo il momento celebrativo all'interno di questa globalità), l'attenzione ai problemi radicali della chiesa, compreso quello della fede.
Da un punto di vista metodologico si ritiene di dover insistere sulla fondazione teoretica di questa contestualizzazione, quindi sulle idee di fondo che soggiacciono alle singole tematiche o scelte.
- Fenomenologia della religione
- Psicologia e azione liturgica
- Contesto socio-culturale odierno
- Sociologia e religione
- Chiesa e liturgia
- Tematiche teologiche attuali rilevanti per la liturgia
- L'azione pastorale della chiesa
Parte Terza
La celebrazione del mistero di Cristo
L' oggetto di quest'area è il vissuto celebrativo della chiesa, studiato monograficamente per ciascuna celebrazione, nella dimensione antropologica, biblica, storico-rituale, ecumenica, per una più piena comprensione teologica, per individuare le forme e le condizioni di celebrabilità nella situazione attuale.
Le celebrazioni prese in considerazione sono i tradizionali sette segni sacramentali. Ad essi si aggiunge lo studio del rito delle esequie, dell'anno liturgico e della liturgia delle ore.
Nell'affrontare le varie dimensioni vanno tenuti presenti questi orientamenti:
a) Dimensione fenomenologica e antropologica
Ogni sacramento e segno liturgico ha un suo corrispondente nella fenomenologia religiosa e ha risonanze nell'an-tropologia. Con l'apporto interdisciplinare si delineano le diverse espressioni della ritualità (comunitarie, personali, corporee, artistiche ecc.), cogliendo convergenze o divergenze, derivazioni storiche o esigenze intrinseche dell'espe-rienza religiosa più profonda e universale, ovvero il salto qualitativo per la presenza dell'evento Cristo.
b) Dimensione biblica
Il riferimento al dato biblico è indispensabile per determinare il nucleo originario di ogni momento sacramentale, che fonda e giudica tutti gli sviluppi successivi. Per questo oggi si recupera l'intero arco della storia della salvezza e si fa riferimento soprattutto alla persona-atteggiamento di Gesù visto nella sua globalità come Ursakrament . Questa ricerca a tutto campo consente di cogliere la specificità biblica e cristiana dei segni sacramentali.
c) Dimensione storico-rituale
Si procede poi allo studio per ritus et preces del vissuto celebrativo della chiesa lungo le varie epoche. Si tratta di cogliere come il dato biblico sia stato accolto nel contesto liturgico, come le sfide dell'ambiente abbiano determinato cambiamenti e modifiche, come la vita della chiesa abbia influenzato la liturgia.
Uno spazio adeguato va dato ovviamente allo studio dei rituali dalla riforma del concilio Vaticano II.
d) Dimensione teologica
Una volta chiariti i dati antropologici, biblici, liturgici e storici, si affronta il dialogo con la tradizionale teologia sistematica sui sacramenti. Dopo aver evidenziato la fides Ecclesiae come si è espressa per secoli nelle celebrazioni sacramentali dell'Oriente e dell'Occidente, e dopo aver compreso ciò che è frutto di riflessioni o deduzioni sistematiche, si perverrà a distinguere tra quanto è indiscutibile verità, appartenente al patrimonio autentico della fede, e ciò che è theologoumenon soltanto (o visione assai parziale e forse da rimettere in questione).
e) Dimensione pastorale
Tutto il cammino finora compiuto dovrebbe aver condotto ad esplicitare ciò che è mutabile o no nella liturgia: i segni fondamentali che provengono dalla stessa Bibbia e quelli relativi ad una certa epoca storica; quello che ci viene proposto ufficialmente e universalmente dalla chiesa; quello che è lasciato alla libera scelta o anche alla legittima creatività delle chiese locali o delle singole comunità celebranti.
Facendo appello, allora, all'apporto delle scienze umane, è doveroso affrontare il problema della celebrazione di ciascun sacramento nella precisa situazione odierna, secondo le esigenze e le leggi dell'inculturazione e della comunicazione.
La lettura delle istanze degli uomini d'oggi e della vita delle varie comunità cristiane va accolta come una provvidenziale occasione per raggiungere una sempre più profonda comprensione e reale partecipazione del dono e dell'in-contro inteso da Dio attraverso l'economia sacramentale.
f) Dimensione ecumenica
Il confronto con la comprensione e il modo di celebrare i sacramenti nell'esperienza delle chiese non cattoliche di ieri e di oggi potrà contribuire ad illuminare ciò che è essenziale o accidentale, ad evidenziare le costanti e le varianti delle nostre celebrazioni.
Il metodo seguirà le esigenze di ogni singola dimensione: analitico o sintetico, storico-critico o teologico, positivo o deduttivo, riassuntivo o propositivo, a seconda del momento in cui viene impiegato. Si dovrà inoltre affinare la sensibilità al fine globale del corso singolo e dell'intero programma e agli apporti della interdisciplinarità.
- Iniziazione cristiana
- La cena del Signore nella comunità cristiana
- La cena del Signore nella preparazione vetero e neotestamentaria
- Il nuovo rito della messa
- Il sacramento della penitenza: la riconciliazione con Dio nella chiesa
- Matrimonio cristiano e verginità consacrata: testimonianze del regno
- Analisi delle testimonianze bibliche
- Linee metodologiche per uno studio della storia, della teologia e della spiritualità presenti nei riti
- Ministero e ministeri: servizio alla comunione
- Unzione e cura pastorale dei malati
- La morte nel segno di Cristo risorto: il rito delle esequie
- Il segno di una chiesa che prega: la liturgia delle ore
- L'annuncio del mistero di Cristo nel ritmo del tempo: l'anno liturgico
- La Parola di Dio nella liturgia
- Liturgia: spiritualità e vita. Analisi di momenti storici significativi
- Liturgia delle chiese d'Oriente
- Liturgia delle comunità della Riforma
Parte Quarta
Elementi costanti della celebrazione
Gli argomenti di questa parte del programma vengono proposti di semestre in semestre sotto le seguenti titolazioni:
a) Tematiche antropologiche.
b) Tematiche pastorali.
c) Tematiche speciali.
Riguardano le «costanti» di ogni celebrazione liturgica cristiana.
Strutture rituali costanti, senza le quali non è possibile nemmeno concepire una celebrazione, sono:
l'assemblea convocata delle persone credenti, che nella celebrazione portano tutta la loro vita;
la dimensione temporale, in quanto ogni celebrazione è vissuta in un punto preciso della storia, collocato tra l'evento di salvezza e il comportamento escatologico;
un luogo appropriato, organicamente strutturato, in cui l'assemblea sviluppa il suo dinamismo organico, utilizzando i vari linguaggi dell'arte;
ordine interno della celebrazione, quale la classica sequenza: introduzione, liturgia della parola, liturgia del segno sacramentale, riti di conclusione; oppure la dinamica di un rito di alleanza.
Elementi costanti all'interno delle grandi strutture:
la parola: parola di Dio e parola della chiesa nei testi patristici ed eucologici;
il canto: come parola trattata in modo particolare, con il suo peculiare sostegno strumentale e i misteri connessi;
il gesto: segni rituali concreti, che implicano il pieno coinvolgimento della corporeità e della dimensione sociale.
Importanti anche le metodologie che preparano e accompagnano la realizzazione delle celebrazioni:
capacità di regia e di animazione liturgica;
sapienza di creatività e adattamento per una aderenza reale all'assemblea celebrante;
rapporto costante con una catechesi che nella liturgia trovi il suo sbocco e da essa tragga materia di riflessione.
Prospetto dei corsi
I Semestre A (I anno)
* Introduzione generale alla liturgia
* Introduzione biblica alla liturgia
* Introduzione alle scienze umane
* Introduzione alla scienza storico-liturgica
* Storia della liturgia: antica, medievale
* Storia dei paradigmi liturgici
* Libri liturgici
* Ermeneutica testi liturgici
* Metodologia
I Semestre B (II anno)
* Storia della liturgia: moderna, contemporanea
* Ermeneutica dei lezionari
* Sacramentaria: Iniziazione cristiana
* Sacramentaria: Eucaristia
* Sacramentaria: Penitenza
* Liturgia delle Ore
* Contesto socio-culturale
* Seminario
II Semestre C (I-II anno)
* Teologia e liturgia
° Sacramentaria: Ordine (S)
° Tematiche teologiche (S)
° Liturgie riformate (S)
° * Fenomenologia esperienza religiosa e ritualità (A)
° * Psicologia: persona e azione celebrativa (A)
° Sociologia e religione (A)
° Tematiche antropologiche (A)
° Arte e liturgia
* Seminario
II Semestre D (I-II anno)
* Spiritualità e liturgia
° Anno liturgico (S)
° L'eucologia della chiesa nascente (S)
° Sacramentaria: Matrimonio (S)
° Liturgie orientali (S)
° * Fenomenologia linguaggio religioso e liturgia (A)
° * Psicologia: rito e persona (A)
° L'azione pastorale della chiesa
° Musica e liturgia
* Seminario
Piano degli studi
Per conseguire la Licenza occorre:
- Totalizzare nel biennio almeno 48 crediti dai corsi (1 credito = 12 ore di lezione), più 3 seminari.
Nella scelta dei corsi occorre tenere presente quanto segue:
18 sono i corsi obbligatori (*): tra gli obbligatori sono da considerare anche una Fenomenologia, una Psicologia (*°) . Si ottengono così 20 corsi, per un totale di 40 crediti.
I rimanenti 8 crediti devono essere coperti dalla scelta di 4 corsi (di 24 ore ciascuno) tra gli opzionali (°); la scelta di tali corsi dipende dall'indirizzo preferito dallo studente: o l'indirizzo storico-teologico-liturgico (S) o l'indirizzo antropologico-teologico-liturgico (A). - Elaborare la Tesi.
- Sostenere con esito positivo l' examen comprehensivum finale.
Seminari
Per conseguire il grado di Licenza, oltre al superamento degli esami, occorre aver partecipato ai seminari di metodologia e di ricerca istituiti per ciascun anno. Sono previsti tre seminari oltre al corso di metodologia generale.
Il contenuto, il metodo di conduzione e di svolgimento, le modalità di valutazione sono stabilite dai docenti.
Dei tre seminari (o corsi seminariali) occorre che almeno uno si concluda con un elaborato scritto redatto secondo le norme stabilite per un lavoro scientifico. Un seminario (o corso seminariale) viene attivato quando vi siano almeno 3 studenti iscritti, fino ad un massimo di 10.
Simposi
L'Istituto propone, tra gli strumenti formativi, Simposi e Convegni residenziali che trattano argomenti specificatamente liturgici e con caratteristiche di interdisciplinarità.
I Simposi sono distribuiti durante l'anno accademico in numero di tre o quattro; il Convegno residenziale corona l'attività accademica dell'Istituto, riprendendo il tema trattato nei Simposi.
La partecipazione ai Simposi e al Convegno è obbligatoria, in quanto parte integrante dell'attività accademica.
Lingue
Si richiede sufficiente conoscenza delle lingue latina, greca ed ebraica, per affrontare la lettura e lo studio dei testi patristici e liturgici.
Si richiede pure sufficiente conoscenza di due lingue straniere moderne: una di origine latina e l'altra del gruppo anglogermanico.
Gli studenti non in possesso di queste conoscenze devono impegnarsi fin dal primo anno a frequentare corsi organizzati dall'Istituto o altri corsi qualificati e a dimostrare l'avvenuta acquisizione delle richieste conoscenze.
La certificazione della conoscenza delle lingue avviene tramite un documento o un colloquio.
Esami
Per essere ammessi a sostenere gli esami è necessario essere in regola con l'iscrizione e aver frequentato i singoli corsi per almeno i 2/3 della loro durata ufficiale.
Gli studenti sono tenuti a sostenere gli esami al termine dei relativi corsi del semestre corrispondente, durante le sessioni e gli appelli stabiliti in calendario.
Gli studenti potranno rimandare gli esami alle sessioni seguenti; ma, dalla terza sessione seguente a quella in cui si sarebbe dovuto sostenere l'esame, pagheranno la tassa per esami in ritardo.
Gli esami non superati possono essere ripetuti una volta soltanto; in casi particolari e per gravi motivi il Consiglio del Preside può decidere diversamente.
Per poter sostenere gli esami arretrati, gli studenti «fuori corso» sono tenuti al versamento delle tasse accademiche dei semestri pregressi e al versamento della tassa stabilita per gli esami in ritardo.
Ai fini degli esami e del conseguimento del grado accademico di Licenza, sono da considerarsi decaduti i corsi e i curricoli degli studenti che hanno superato i dieci anni di iscrizione «fuori corso».
Tesi di licenza ed examen comprehensivum finale
Per il conseguimento della Licenza lo studente deve presentare una Tesi e superare un examen comprehensivum finale.
a) Nell'elaborazione della tesi di licenza lo studente viene seguito da un Moderatore col quale concorda uno schema di lavoro. Il tema prescelto dallo studente come argomento della sua Tesi dovrà essere specificato negli appositi moduli da ritirarsi in Segreteria. Tali moduli (da compilare in 4 copie: una per il Preside, una per il Moderatore, una per la Segreteria , una per lo studente) dovranno contenere titolo e schema della Tesi e dovranno essere firmati dal Moderatore e dallo studente. L'argo-mento e lo schema della Tesi dovranno essere approvati dal Preside, che esprimerà l'approvazione firmando i moduli di cui sopra.
b) Dopo la presentazione al Preside dello schema della tesi, il Consiglio del Preside elegge un Censore che segue lo sviluppo della tesi.
c) La Tesi dovrà contenere da un minimo di 80 a un massimo di 250 pagine dattiloscritte di almeno 25 righe ciascuna, stampate fronte/retro e redatte secondo le norme prescritte per i lavori scientifici (testo: interlinea 1,5 carettere 12 e margini 3 cm ; bibliografia e note: interlinea 1, carattere 10). Nella Tesi il candidato dovrà dimostrare rigore di metodo, giudizio critico, maturità di espressione e reale attitudine al lavoro scientifico. Non si esige però, necessariamente, un contributo allo sviluppo del tema trattato.
d) Al termine del lavoro e col consenso del Moderatore e del Censore, la tesi in 3 esemplari viene consegnata alla Segreteria per la difesa. La consegna della tesi rilegata in forma definitiva deve avvenire almeno un mese prima della sessione di difesa prescelta.
e) L' examen comprehensivum finale si svolge davanti ad una commissione composta dal Moderatore della Tesi, dal Censore e da un altro docente, nominato dal Consiglio del Preside, che funge da Presidente. All'esame può essere presente il Delegato del Decano della Facoltà Teologica anselmiana. L'esame della durata di un'ora include la presentazione della Tesi.
Lo studente ha a disposizione 10/15 minuti per la presentazione della Tesi. In tale presentazione vanno presi in considerazione, in linea di massima, i seguenti punti:
- alcuni rapidi accenni al motivo della scelta del tema, all'ambito della ricerca e al metodo seguito;
- un'esposizione ben articolata e sintetica dei contenuti essenziali della Tesi, seguendo i vari capitoli o numeri;
- alcuni rilievi valutativi delle conclusioni a cui si è giunti, es.: risultati più significativi, punti da approfondire, limiti del lavoro, ecc.
È consigliabile che l'esposto sia preparato per iscritto (5/6 cartelle dattiloscritte).
Dopo questa presentazione lo studente deve essere preparato anche a rispondere per altri 10/15 minuti alle domande e ai rilievi che gli farà il Censore.
Segue un colloquio della durata di mezz'ora su tematiche coerenti con la Tesi fissate dal Moderatore, approvate dal Preside, comunicate tempestivamente allo studente dalla Segreteria.
f) Al termine dell' examen comprehensivum il Moderatore ed il Censore esprimono il voto della Tesi e lo motivano esprimendo un giudizio sugli appositi moduli da presentare alla Segreteria. La Facoltà Teologica anselmiana di regola nella persona del Delegato del Decano valuta la «congruità» dei giudizi espressi dal Moderatore e dal Censore con il voto assegnato alla Tesi.
La valutazione dell' examen comprehensivum risulterà dalla media dei voti attribuiti da ciascuno dei tre Docenti che compongono la Commissione esaminatrice. La nota finale per il conseguimento della Licenza consta di questi elementi:
Media complessiva del biennio: 20%
Tesi: 50%
Examen comprehensivum: 30%
In sintesi:
- Lo studente che intende elaborare la Tesi per il conseguimento della Licenza deve scegliere tra i Docenti dell'Istituto il Moderatore che lo guiderà nel lavoro. Con il Moderatore lo studente individuerà l'argomen-to della dissertazione e redigerà una descrizione sche-matica del contenuto e del metodo.
- Tutto questo dovrà essere quanto prima presentato per iscritto (su modulo da ritirarsi in Segreteria) al Preside, corredato della firma del Moderatore e dello studente.
- Lo studente presenterà al Preside il progetto di cui sopra accompagnandolo con un dossier contenente la situazione dei corsi frequentati e degli esami superati; l'attestazione della conoscenza delle lingue come previsto dalle Norme; lo scritto (o gli scritti) prodotto in occasione dei Seminari.
- Sulla base di questa documentazione e dopo il colloquio con lo studente, il Preside rilascia l'approvazione firmando il progetto di Tesi.
